Mariano Sabatini con Cinzia Tani su Rai Internazionale a “Italia è…” (1.11.2011)

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MARIANO SABATINI presenta L’Italia s’è mesta a RAI ITALIA RADIO con Paola Bazzarro (14 Novembre 2011)

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Le recensioni dei lettori: Annalisa Colavito (conduttrice radiofonica)

copertina de L'Italia s'è mesta di Mariano SabatiniArrossire dall’imbarazzo o fare una smorfia di disprezzo potrebbero essere le azioni postume alla lettura dei primi capitoli de ‘L’Italia s’è mesta’. Il libro di Mariano Sabatini disegna la nostra nazione per quella che è, nel bene e nel male, attraverso le considerazioni dei corrispondenti stranieri. I temi che troverete durante la lettura sono quelli che forse vi aspettate già: corruzione, disinformazione, ma anche le buone qualità del Belpaese quali il cibo, il turismo. Critico e cruciale è il ruolo della Chiesa cattolica! Le riflessioni e le testimonianze spesso malinconiche aiutano a conoscere meglio l’Italia che abitiamo e ci permettono di avere una visione più obiettiva e critica del sistema entro il quale viviamo. ‘L’Italia s’è mesta’ non è un libro negativo, è obiettivo, realista, mai volgare né qualunquista, è quello che ci serve per riscoprire la nostra Italia e darle nuova linfa, ridestarla.

Annalisa Colavito (conduttrice radiofonica)

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Le recensioni dei lettori: Giacomo Cacciatore (scrittore)

copertina de L'Italia s'è mesta di Mariano SabatiniSto leggendo “L’Italia s’è mesta” di Mariano Sabatini. Il nostro paese visto da giornalisti che l’hanno lasciato perchè lo conoscevano fin troppo bene e da altri che vi sono approdati per conoscerlo meglio. Ne nasce un affresco disincantato dell’Italia Berlusconizzata, paese al guinzaglio di un manicheismo convulso che ha registrato gradualmente “la scomparsa dei fatti”. A fronte di un’informazione monopolizzata o riottosa, che da cane da guardia del potere si è ammansita in cagnolino scodinzolante o mastino digrignante, a farne le spese è stata l’aspirazione all’obiettività. Sabatini si rivolge così agli inviati, coloro che ci “guardano a distanza”. Gli unici ancora grado, forse, con qualche ingenuità e con sana curiosità, di spiegarci che cosa siamo diventati, nella morsa dei peggiore monopolio politico e mass mediatico del secondo dopoguerra. Perchè è difficile sentire con chiarezza quando in casa tutti urlano. 

GIACOMO CACCIATORE
scrittore

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Libri in onda di Rai Internazionale intervista Mariano Sabatini su L’Italia s’è mesta (Giulio Perrone editore)

Riflettori puntati sul modo in cui i giornalisti stranieri residenti in Italia vedono e raccontano il nostro Paese. Paola Balzarro ha intervistato Mariano Sabatini, autore di “L’Italia s’è mesta”, Giulio Perrone Editore. Una raccolta di testimonianze e di analisi, spesso impietose, che coinvolge le “firme” più prestigiose di giornali, agenzie e televisioni, come la Tass, El Mundo, Le Figaro, la BBC, la CNN e molti altri.

- ascolta l’intervista

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Mariano Sabatini presenta L’Italia s’è mesta con Cinzia Tani su RaiInternazionale, a “Italia è…” (1.11.11)

[ QUI ] l’intervista al minuto 7 e 30.

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Roma Capitale Magazine: Stefania Colasanti a colloquio con Mariano Sabatini autore del libro L’Italia s’è mesta (Giulio Perrone editore)

l’originale [ QUI ]

Mariano Sabatini, in L’Italia s’è mesta, ci dona lo sguardo che, sulle vicende del nostro Paese, hanno i cronisti stranieri, arrivati in Italia per lavorare e vivere.

L’importanza di questa raccolta di testimonianze trova le sue giustificazioni in un’analisi profonda e strutturata sulle radici dei nostri mali civili, sociali e politici. Se difficilmente si riesce a essere profeti in patria l’osservazione acuta e diretta di professionisti stranieri risulta preziosa e di fondamentale importanza per riuscire a interrogarci su ciò che sta succedendo nel nostro Paese con una libertà e profondità di sguardo rinnovata.

S.C)In un momento difficile per la cultura e soprattutto per la letteratura italiana, quella attuale, tu parli dell’Italia che muta: perché hai usato il “il gattopardo” per introdurre il tuo libro ?

M.S) Tommasi di Lampedusa, nell’unico romanzo magnifico che ci ha lasciato, racconta in modo perfetto un momento di passaggio di quell’Italia che si avviava all’unità nazionale. A distanza di 150 anni e oltre, nel poco bene e nel tanto male che i giorni ci riversano addosso, possiamo considerare anche questo un momento di passaggio. Passiamo in un tunnel, quello del berlusconismo, che ancora non ci lascia intravedere la fine. Solo crepe sul soffitto. Ma continuiamo a sperare di poter urlare: siamo furori dal tunnel.

S.C) L’Italia s’è Mesta, è un titolo interessante. Credi che l’Italia possa ritrovare la sua forma o pensi sia pensiero utopico?

M.S) Mi sono fatto guidare, nel racconto di come ci vedono i corrispondenti stranieri, da una frase di Indro Montanelli: “Non è vero che la patria la si difende senza discutere…”. Finché avremo ancora questa libertà, quella di dissentire e mettere il dito nelle piaghe purulente del dibattito politico e sociale, potremo sempre sognare di tornare ad essere una grande nazione.

S.C) Nel giudicare l’andamento di questa Nazione, dov’è la differenza tra un giornalista italiano ed un corrispondente straniero?

M.S) Per un’informazione completa, oggi, non si può prescindere dalla lettura dei giornali stranieri, senza dubbio più spregiudicati ed obiettivi nel restituire il clima e i problemi della nostra democrazia ferita dai governi di Silvio Berlusconi. I giornalisti italiani o sono asserviti al premier o sono contro di lui. Con il mio libro ho voluto dimostrare, spero di esserci riuscito, che esiste una terza via. Non quella dell’ottimismo della volontà, venato di complicità o connivenza, né quella del cupio dissolvi, ma del realismo spietato.

S.C) A pag. 111 leggo: “ In Italia c’è il Vaticano, questo è un grande handicap per chi sogna una società diversa. Papa Ratzinger è un conservatore, e non so se si debba ai suoi consiglieri”… cosa di questa affermazione ti trova d’accordo e cosa invece non condividi?

M.S)Sono d’accordo su tutto. La cappa di oscurantismo attribuibile alla Chiesa non possiamo più permettercela, pena l’arretratezza medievale che vieta un serio dibattito sul fine vita, sul riconoscimento delle coppie omosessuali, sulla pillola del giorno dopo, eccetera.

S.C) Il tuo prossimo lavoro avrà ancora da dirci di questa Italia o ci parlerà di altro?

M.S) Credo proprio che, in qualche modo, riguarderà ancora noi. Sto pensando a un libro sulla televisione, altro male italiano. Potrebbe intitolarsi “E’ la tv, bellezza!”, ho avuto proposte da vari editori ma non so ancora dire chi lo pubblicherà né quando uscirà.

Grazie Mariano a presto e buon lavoro.

Stefania Colasanti

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